Bice la triglia


Bice Versa è una gran triglia

che ha lasciato la famiglia

e già vaga per il mare

arcistufa di nuotare.

Lei non pensa sia alla moda

dare colpi con la coda,

e le mette agitazione

una vita in immersione!

È convinta di star male

tra le onde ed il fondale.

Ed aggiunge: “Mi rincresce,

non mi sento come un pesce!”

Chi la incontra si arrovella

a sentir questa novella.

“Nelle branchie hai acqua sporca!”

le urla dietro Boris l’orca

Peggio ancora, Lia balena

che per poco non la mena,

Pio il tonno non risponde,

ma le indica le sponde.

“Grazie!” fa la nostra Bice

e si sente assai felice.

Quando l’acqua si fa bassa,

il sorriso un po’ le passa,

che dall’acqua, oltre il pelo,

vede terra e vede il cielo,

vede ali e vede gambe:

“Ed a me, mancano entrambe!

Non mi sento equipaggiata...”

si lamenta disperata.

Coi pensieri tristi e fissi

si ritira negli abissi.

Più non mangia, dimagrisce,

piano piano deperisce,

e ridotta pelle e lisca

pare proprio che finisca

la sua fuga tanto attesa

dalla sorte vilipesa.

Finché un dì, granchio Michele,

le regala le sue chele

che son lunghe e sono belle.

“Mi ci faccio due stampelle!”

urla Bice, rinfrancata.

Detto fatto ed in giornata,

ha le gambe fatte ad arte

per passar dall’altra parte!

Bice va, la terra assaggia

ed affoga sulla spiaggia.


Roberto Cavalli - Copyright 2012